Retroscena Sacchi: "Gullit disse a Berlusconi 'con le p****e piene non corro..."

Arrigo Sacchi compie oggi 69 anni: "Nel mio Milan il leader era Gullit. Una volta disse a Berlusconi, che gli chiedeva l'astinenza...".

Oggi 1 Aprile 2015 Arrigo Sacchi compie 69 anni. E per festeggiare al meglio questa ricorrenza l'ex-allenatore del Milan e della Nazionale italiana ha voluto presentare un libro, all'interno del quale ha cercato di spiegare la sua filosofia di calcio, che lo ha portato a così importanti successi nel corso della sua carriera in panchina.

In particolar modo si è voluto soffermare sul Milan degli olandesi: "Penso che Gullit possa essere considerato il simbolo del mio Milan. Aveva una grande potenza dal punto di vista fisico e sapeva anche essere un punto di riferimento per i compagni. Quando partiva in progressione si portava via anche il vento. Era anche un donnaiolo: una volta rispose per le rime a Berlusconi, che aveva chiesto ai giocatori 30 giorni di astinenza prima della finale di Coppa dei Campioni, dicendogli "Dottore io con le palle piene non riesco a correre".

Ed anche sulla sua esperienza sulla panchina della Nazionale tricolore: "Non fu assolutamente Berlusconi a consigliarmi per la panchina della Nazionale. Con gli Azzurri avevo già un accordo dal 1991, ma subentrai a Vicini solamente nel 1992. In quel periodo Berlusconi mi continuò a pagare solamente perchè aveva paura che potessi dire sì alla Juventus di Montezemolo. USA 94? Quella squadra fece il massimo delle sue possibilità, alla fine il Brasile meritò di vincere più di noi quella Coppa. Io comunque non ne feci una tragedia".

Elogi per Ancelotti e Conte, un po' meno per Fabio Capello: "Quando sei Ct non hai tempo per preparare al meglio i giocatori, capisco le lamentele di Conte. Sia lui che Ancelotti sono gli allenatori che stanno riuscendo a cambiare il calcio italiano, puntando sul modo di giocare offensivo. Capello è bravo, ma il suo è un calcio più tradizionale e difensivo".

Come noto, il motivo del suo addio al calcio è da individuarsi nell'eccessivo accumulo di stress che lo ha portato a non volersi sedere più in panchina: "Ho vissuto il calcio sempre in maniera molto ossessiva, a scapito della mia vita privata. Fin quando a causa di notti insonni e di gastrite lo stress non mi ha distrutto del tutto. Non avevo più energie, ero totalmente svuotato dentro. Richiamo da parte del Milan per sostenere Inzaghi? Non voglio rispondere a questa domanda".

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